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Orange Pi Zero - Load PS2/PS1 games with Samba

Introduzione

Esistono diversi modi per caricare i giochi in una Playstation 2, ognuno ha i propri vantaggi e svantaggi in termini di velocità di caricamento, di costo e di spazio (nel caso in cui l’obiettivo è creare un modello portatile).

In termini di velocità l’ordine di preferenza è il seguente:

È il modo più veloce in assoluto per caricare i videogiochi.

Nelle configurazioni portatili è l'unico metodo che può darti i migliori risultati.

Pro

  • Velocità di caricamento elevata;
  • Ampia compatibilità con i videogiochi;
  • Nessun tipo di rallentamento dei filmati nei videogiochi;
  • Supporta anche le unità USB più recenti;
  • Le unità USB possono avere diversi tipi di filesystem.

Contro

  • Richiede hardware aggiuntivo;
  • La configurazione è leggermente lunga e non alla portata di tutti.

Non c'è molto da dire in questo caso visto che è il metodo con cui è nata la Playstation 2.

La differente velocità dipende dal tipo di disco utilizzato:

  • CD-ROM velocità 24x;
  • DVD-ROM velocità 4x.

La versione di protocollo USB adottata dalla PS2 è la seconda (2x USB 1.1).

In questa versione, la velocità teorica è 1.5 MB/s, ma nella realtà dei fatti la velocità è di circa 875 KB/s.

Pro

  • Non richiede interventi o configurazioni particolari;
  • Costo per l'implementazione nullo;
  • Ingombro nullo quindi si presta molto bene ad essere utilizzato nelle configurazioni portatili.

Contro

  • Tempi di caricamento lunghi;
  • In alcuni giochi i filmati scattano e/o sono rallentati;
  • Non tutti i giochi sono compatibili.

Guida

L’obiettivo di questa guida consiste nel mostrare step-by-step come configurare il caricamento dei videogiochi tramite l’interfaccia Ethernet su una Playstation 2 utilizzando un Orange Pi Zero. È possibile ottenere lo stesso risultato anche con un Raspberry Pi, ma in questo caso è stato scelto l’Orange Pi per due motivi:

  • Le dimensioni sono ridotte 45 x 48 x 1.7 mm;
  • Il costo è molto al di sotto del Raspberry Pi.

Step 1: Installazione di Armbian

Come prima cosa va scaricata l’immagine di Armbian adatta all’hardware che si vuole utilizzare (in questo caso un OPi Zero oppure un OPi Zero LTS).

La procedura per scaricare Armbian OS consiste nel:

  1. Accedere a questa pagina ufficiale di Armbian, la quale contiene i soli dispositivi prodotti da Xunlong;
  2. Selezionare il modello di board in vostro possesso;
  3. Scaricate la versione CLI di Armbian.

Prima di flashare Armbian in una micro SD di almeno 4 GB, questa deve essere formattata correttamente.

Per effettuare questa procedura, consiglio di scaricare SD Memory Card Formatter il quale di default esegue una formattazione veloce con i seguenti parametri:

  • Formatting options: Quick format
  • File sytem: FAT32
  • Cluster size: 32 KB

Selezionata la micro SD corretta, cliccate il tasto Format ed il gioco è fatto.

Per poter flashare il file di Armbian OS scaricato precedentemente (estensione .xz) è necessario un software come Balena Etcher. È gratuito ed ha anche una versione portable, la quale non necessita di essere installata. Ora non resta che aprie Balena Etcher e:

  1. Cliccare sul tasto Flash from file e selezionare il file con estensione .xz;
  2. Cliccare sul tasto Select target e selezionare la micro SD appena formattata;
  3. Infine cliccare il tasto Flash.

In questo modo l’immagine del sistema operativo verrà inizialmente decompressa, flashata nella micro SD ed infine avverrà la verifica dei file. Quando si ottiene il messaggio Flash complete, vuol dire che tutto è andato a buon fine e si può inserire la micro SD nell’apposito slot presente nell’Orange Pi Zero. Con un cavo ethernet collegate l’Orange Pi Zero al router di casa ed alimentarlo tramite l’apposita porta micro USB. L’utilizzo del cavo è necessario perché di default l’interfaccia Wi-Fi non è abilitata in Armbian.

Dopodiché scaricate ed installate PuTTY il quale vi permetterà di accedere da remoto al dispositivo tramite SSH. Per poter ricavare l’indirizzo IP dell’OPi Zero è possibile:

  • Accedere al portale del vostro router di casa e visualizzare l’elenco dei dispositivi connessi ad esso;
  • In alternativa è possibile scaricare Advanced IP Scanner.

Questo software non necessita di essere installato e fornisce i parametri necessari di tutti i dispositivi connessi alla rete:

  • Il nome del dispositivo;
  • Il nome del produttore;
  • L’indirizzo IP;
  • L’indirizzo MAC.

Step 2: Installazione e aggiornamento dei pacchetti

Per poter fare il login tramite SSH è necessario conoscere:

  • L’indirizzo IP del dispositivo a cui connettersi;
  • Il numero di porta del protocollo SSH (di default è 22).

In PuTTY inseriti correttamente i precedenti parametri, cliccate sul tasto Connect. Nel caso in cui vi compaia un messaggio con su scritto WARNING – POTENTIAL SECURITY BREACH, ignoratelo e cliccate sul tasto Accept. Di default, le credenziali dell’Orange Pi Zero per effettuare il primo login sono:

  • Username: root
  • Password: 1234

Effettuato l’accesso, dovrete:

  • Creare una nuova password per l’utente root;
  • Scegliere la shell per i comandi di sistema (premere 1 per selezionare l’opzione bash);
  • Creare un nuovo account utente (opzionale).

Premere Ctrl + C per evitare la procedura di creazione dell’account utente.

Come in tutti i nuovi sistemi appena installati è necessario eseguire gli aggiornamenti delle repository e dei pacchetti preinstallati.

I seguenti comandi vanno inseriti uno alla volta:

sudo apt-get -y update
sudo apt-get -y upgrade

Effettuati tutti gli aggiornamenti è necessario riavviare l’Orange Pi Zero con il seguente comando:

sudo reboot

Step 3: Impostazione di un indirizzo IP statico

Dopo il riavvio accedete con il vostro nome utente (nel mio caso reptaide) e la password da voi impostata. Attraverso il Network Management Tool andrete ad:

  • Attivare l’interfaccia Wi-Fi per poter lavorare più comodamente;
  • Impostare un indirizzo IP statico per l’interfaccia ethernet.

Il comando per richiamare il software è il seguente:

Eseguito il precedente comando, entrate nella sezione Activate a connection, selezionate la vostra rete Wi-Fi, inserite la password e selezionate Ok ed infine Back.

sudo nmtui

Nel menù appena aperto dovrete:

  • Selezionare la voce activate a connection;
  • Selezionare il nome della vostra connessione Wi-Fi e successivamente inserite la vostra password;
  • Selezionate Ok, Back ed infine Quit.

Per verificare se l’attivazione dell’interfaccia Wi-Fi è avvenuta con successo, utilizzate i seguenti comandi per installare net-tools, il quale ci permette di utilizzare il comando ifconfig:

sudo apt-get install net-tools
sudo ifconfig

Se tutto è andato a buon fine, nell’output del precedente comando, nella sezione wlan0, leggerete l’indirizzo IP dell’interfaccia Wi-Fi (segnatevelo). Dopodiché terminate la sessione attuale di PuTTY e scollegate il cavo ethernet dal dispositivo. Adesso dovrete accedere all’Orange Pi Zero utilizzando in PuTTY l’indirizzo IP dell’interfaccia Wi-Fi.

Adesso che siete collegati attraverso il Wi-Fi, potete configurare l’indirizzo IP statico per l’interfaccia ethernet. Eseguite nuovamente il comando nmtui ed entrate nella sezione Edit a connection. Selezionate l’unica interfaccia ethernet ed eseguite i seguenti passaggi:

  • Cambiate il profile name (opzionale);
  • Andate alla riga IPv4 CONFIGURATION e dalla modalità <Automatic> passate a quella <Manual>;
  • Cliccate su <Show> e configurate i seguenti campi:
    • Address
    • Gateway
    • DNS servers

Per esempio nel mio caso:

  • L’indirizzo IP è: 192.168.1.21/24
  • Il gateway è: 192.168.1.1
  • Il DNS servers è: 192.168.1.1

NB: Ricordatevi di inserire lo “/24” alla fine dell’indirizzo IP. L’indirizzo del gateway non deve per forza coincidere con quello reale del vostro router domestico.

È tutto con il tool nmtui, quindi scorrere in basso e cliccare Ok, successivamente Back ed infine Quit. Potete controllare se tutto è andato a buon fine con il comando ifconfig, ma dovrete collegare nuovamente il cavo ethernet, altrimenti non potrete vedere l’indirizzo IP dell’interfaccia ethernet.

Step 4: Configurazione del dispositivo USB

Prima di eseguire lo step 5 della guida è consigliato configurare nel modo corretto la chiavetta USB perché in questo modo può essere utilizzata per verificare se l’automount funziona correttamente. Nel mio caso ho a disposizione una chiavetta USB Samsung Fit Plus da 256 GB. Prima di tutto è necessario formattarla utilizzando lo strumento di formattazione di Windows. La procedura è la seguente:

  • Accedete a Questo PC;
  • Tasto destro sul dispositivo e selezionate formatta;
  • Scegliete come filesystem NTFS, spuntate l’opzione formattazione veloce e cliccate avvia.

Alcuni giochi per la Playstation 2 sono più grandi di 4 GB, questo crea un problema perché OPL legge solamente dispositivi USB il cui filesystem è FAT32, il quale non permette di memorizzare file più grandi di 4 GB. Le alternative per ovviare a questo problema sono:

  • Frammentare in più file i videogiochi più grandi di 4 GB;
  • Scaricare le ultime versioni di OPL ed utilizzare come filesystem il formato exFAT, il quale non presenta più il vincolo dei 4 GB;
  • Caricare i videogiochi tramite interfaccia ETH, in questo modo è possibile utilizzare qualsiasi tipo di filesystem.

Nella root del dispositivo USB, create una cartella denominata PS2SMB. Per testare velocemente il successo o meno di questa guida, all’interno della precedente cartella, createne un’altra denominata DVD. All’interno di quest’ultima dovrete inserire il file .iso del videogioco. OPL utilizza la seguente struttura ad albero:

PS2SMB/
├── APPS
├── ART
├── CD
├── CFG
├── CHT
├── DVD/
│   └── Titolo videogioco.iso
├── LNG
├── THM
└── VMC

Generalmente le cartelle vengono create automaticamente da OPL, nel caso così non fosse è possibile crearle manualmente. Di seguito è riportata la descrizione e l’utilizzo delle precedenti cartelle:

  • APPS: È utilizzata per installare e mostrare le applicazioni nella sezione di OPL dedicata;
  • ART: È utilizzata per aggiungere le copertine ai videogiochi;
  • CD: Contiene le immagini dei videogiochi;
  • CFG: È utilizzata per salvare i file di configurazione di ogni videogioco;
  • CHT: Contiene i file dei cheat;
  • DVD: Contiene le immagini dei videogiochi;
  • LNG: Contiene i file per il supporto alla traduzione;
  • THM: Contiene le cartelle dei temi utilizzati per cambiare l’HUD di OPL;
  • VMC: Contiene i file per la virtualizzazione della memory card.

Step 5: Automount del dispositivo USB

Questo capitolo è dedicato alla creazione di un servizio per il montaggio automatico dei dispositivi USB utilizzando solamente udev e systemd. In questo modo inserendo in qualsiasi momento il dispositivo USB, questo sarà accessibile dalla PS2. Il primo passo è ricollegarsi all’Orange Pi Zero attraverso PuTTY e verificare che siano installati i pacchetti necessari per gestire le chiavette USB aventi il filesystem NTFS:

sudo apt-get install ntfs-3g

Successivamente è necessario creare un nuovo file utilizzando il seguente comando:

sudo nano /usr/local/bin/usb-mount.sh

All’interno dell’editor nano in cui vi trovate copiate ed incollate il seguente script di shell, il quale verrà chiamato da systemd e si occuperà di creare i punti di montaggio, nonché di montare e smontare le unità USB. Il filesystem della chiavetta USB sarà montato in: /media/PS2USB.

#!/bin/bash
ACTION=$1
DEVBASE=$2
DEVICE="/dev/${DEVBASE}"
# Controlla se il dispositivo è già montato
MOUNT_POINT=$(/bin/mount | /bin/grep ${DEVICE} | /usr/bin/awk "{ print $3 }")

case "${ACTION}" in
    add)
        # Se il dispositivo è già montato, termina
        if [[ -n ${MOUNT_POINT} ]]; then
            exit 1;
        fi
        # Ottiene informazioni dal dispositivo: $ID_FS_LABEL, $ID_FS_UUID, and $ID_FS_TYPE
        eval $(/sbin/blkid -o udev ${DEVICE})
        # Crea la cartella per il punto di montaggio
        MOUNT_POINT="/media/PS2USB"
        mkdir -p ${MOUNT_POINT}
        # Opzioni di montaggio globale
        OPTS="rw,relatime"
        # Opzioni di montaggio specifiche per il tipo di file system
        if [[ ${ID_FS_TYPE} == "vfat" ]]; then
            OPTS+=",users,gid=100,umask=000,shortname=mixed,utf8=1,flush";
        fi
        # Errore durante il processo di montaggio, rimozione del punto di montaggio
        if ! /bin/mount -o ${OPTS} ${DEVICE} ${MOUNT_POINT}/; then
            exit 1;
        fi
        ;;

    remove)
        # Smonta il dispositivo
        if [[ -n ${MOUNT_POINT} ]]; then
            /bin/umount -l ${DEVICE};
        fi
        ;;
esac

Per salvare le modifiche premere Ctrl + X, scrivere Y e premere Invio. Il file attualmente non è un eseguibile, per renderlo tale è necessario utilizzare il seguente comando:

sudo chmod +x /usr/local/bin/usb-mount.sh

Per consentire a systemd di chiamare il precedente script, dovete creare un file unit con il seguente comando. La @ nel nome permette di passare il nome del dispositivo come argomento.

sudo nano /etc/systemd/system/usb-mount@.service

All’interno del file copiate ed incollate il seguente contenuto:

[Unit]
Description=Mount USB Drive on %i

[Service]
Type=oneshot
RemainAfterExit=true
ExecStart=/usr/local/bin/usb-mount.sh add %i
ExecStop=/usr/local/bin/usb-mount.sh remove %i

Per salvare le modifiche premere Ctrl + X, scrivere Y e premere Invio.

Infine dovrete creare il seguente file contenente due regole udev utili ad avviare e arrestare il servizio dell’unità systemd du hotplug/unplug.

sudo nano /etc/udev/rules.d/99-local.rules

All’interno del file copiate ed incollate le seguenti regole udev:

KERNEL=="sd[a-z][0-9]", SUBSYSTEMS=="usb", ACTION=="add", RUN+="/bin/systemctl start usb-mount@%k.service"
KERNEL=="sd[a-z][0-9]", SUBSYSTEMS=="usb", ACTION=="remove", RUN+="/bin/systemctl stop usb-mount@%k.service"

Per salvare le modifiche premere Ctrl + X, scrivere Y e premere Invio.

Per abilitare l’intera configurazione appena effettuata potete riavviare il sistema, oppure utilizzare i seguenti comandi separatamente e in ordine:

sudo udevadm control --reload-rules
sudo systemctl daemon-reload

Per verificare se l’intera procedura funziona come dovrebbe, lanciate il seguente comando per visualizzare tutti i dispositivi attualmente montati e dovreste vedere la vostra unità USB.

df -h

La seguente immagine mostra il risultato del precedente comando effettuato in due momenti differenti:

  1. La prima volta la chiavetta USB da 256 GB non era inserita ed infatti non compare nell’elenco;
  2. Dopo essere stata inserita nell’OPi Zero ed aver lanciato nuovamente il comando, si può vedere che è stata montata correttamente.
File system     Dim. Usati Dispon. Uso% Montato su
udev            186M     0    186M   0% /dev
tmpfs            50M  2,2M     47M   5% /run
/dev/mmcblk0p1   15G  1,5G     13G  11% /
tmpfs           246M     0    246M   0% /dev/shm
tmpfs           5,0M     0    5,0M   0% /run/lock
tmpfs           246M     0    246M   0% /tmp
/dev/zram1       47M  1,7M     42M   4% /var/log
tmpfs            50M     0     50M   0% /run/user/1000
File system     Dim. Usati Dispon. Uso% Montato su
udev            186M     0    186M   0% /dev
tmpfs            50M  2,3M     47M   5% /run
/dev/mmcblk0p1   15G  1,5G     13G  11% /
tmpfs           246M     0    246M   0% /dev/shm
tmpfs           5,0M     0    5,0M   0% /run/lock
tmpfs           246M     0    246M   0% /tmp
/dev/zram1       47M  1,8M     42M   4% /var/log
tmpfs            50M     0     50M   0% /run/user/1000
/dev/sda1       240G  4,4G    235G   2% /media/PS2USB

Step 6: Installazione e configurazione di Samba

Prima di configurare Samba è necessario verificare che ci sia il supporto per i dispositivi USB con filesystem NTFS, quindi installate il seguente pacchetto:

sudo apt-get install ntfs-3g

Dopodiché installate Samba con il seguente comando:

sudo apt-get -y install samba samba-common-bin

Prima di modificare il file di configurazione di Samba è bene farne una copia, così in caso di problemi si può tranquillamente ripristinare.

Il comando è il seguente:

sudo cp /etc/samba/smb.conf /etc/samba/smb.conf.bak

Il comando precedente non fa altro che copiare il file smb.conf e lo incolla nella stesso posto aggiungendo l’estensione .old (è il file di ripristino).

In caso di problemi basterà utilizzare lo stesso comando di copia invertendo l’ordine dei file.

Ora è possibile modificare il file di configurazione di Samba in modo tale da poter condividere la cartella PS2SMB creata precedentemente e contenuta nella chiavetta USB.

Il comando è il seguente:

sudo nano /etc/samba/smb.conf

Tenete premuta la freccia in basso per scorrere finché non vedete le impostazioni globali (Global Settings). A questo punto dovete inserire le seguenti righe sotto alla già presente riga workgroup = WORKGROUP (vedi prima immagine).

client min protocol = NT1
server min protocol = NT1

Sempre tenendo premuta la freccia in basso, scorrete l’intero file fino in fondo ed inserite la seguente configurazione (vedi seconda immagine):

[PS2SMB]
comment = PS2SMB
path = "/media/PS2SMB"
writeable = yes
guest ok = yes
create mask = 0777
directory mask = 0777
force user = reptaide

Nel mio caso il nome utente è reptaide ed il percorso della cartella da condividere è /media/PS2SMB.

Non resta altro che riavviare il servizio di Samba con il seguente comando:

sudo systemctl restart smbd

La configurazione dell’Orange Pi Zero è terminata!

Collegatelo alla PS2 attraverso il cavo ethernet e spostatevi sulla console per iniziare la configurazione di OPL.

Step 7: Configurazione di Open PS2 Loader (OPL)

In questo momento si assume che tu abbia già FMCB e OPL installati sulla tua console. In OPL per modificare i valori dei campi si utilizza il tasto X per evidenziare/confermare il valore selezionato, mentre con le frecce direzionali si scorrono i valori. Avvia OPL ed accedi al menù delle impostazioni tramite il tasto start:

  • Nella sezione Settings del menù, puoi apportare le seguenti modifiche (facoltative):
    • Modifica la voce ETH Device Start Mode in auto;
    • Modifica la voce Default Menu in ETH Games.
  • Nella sezione Network Settings del menù, dovrai apportare le seguenti modifiche in base alla tua configurazione:
    • Nella sezione PS2:
      • Modifica la voce “IP Address Type” in static;
      • Assegna l’indirizzo IP che preferisci modificando il campo “IP Address”, nel mio caso è 192.168.1.14;
      • Per la “Mask”, mantieni il valore di default 255.255.255.0;
      • Per il “Gateway” inserisci lo stesso valore che hai impostato nell’Orange Pi Zero, nel mio caso è 192.168.1.1;
      • Per il “DNS Server” inserisci lo stesso valore che hai impostato nell’Orange Pi Zero, nel mio caso è 192.168.1.1.
    • Nella sezione SMB Server:
      • Modifica la voce “Address Type” in IP;
      • Come “Address” dovrai inserire l’indirizzo IP del tuo Orange Pi Zero, nel mio caso è 192.168.1.21;
      • Come “Port”, mantieni il valore di default 445;
      • Nella voce “Share” dovrai inserire il nome della cartella che abbiamo precedentemente condiviso, nel mio caso si chiama PS2SMB;
      • Come “User” scrivi guest;
      • La voce “Password” non va impostata se hai seguito la guida passo passo.
    • Clicca su OK in basso per mantenere le modifiche appena effettuate.
  • Per salvare tutte le modifiche apportate selezionando la voce Save Changes situata nel menù principale di OPL.

Arrivato a questo punto sei in grado di eseguire i tuoi videogiochi PS2. Se sei interessato anche ai giochi per PS1, è necessario eseguire uno step aggiuntivo per configurare l’emulatore ufficiale di $ony chiamato POPS.

Step 8: Configurazione del launcher POPStarter

POPStarter è un launcher per PS2 che ti consente di giocare ai giochi PS1 utilizzando l’emulatore ufficiale $ony noto come POPS o SLBB-00001. Al seguente link troverai la documentazione ufficiale in inglese in cui sono trattati anche i casi di configurazione per il metodo di caricamento attraverso l’HDD e la USB. Come prima cosa dovrai scaricare i seguenti file:

  • POPStarter Revision 13 Beta (l’ultimo aggiornamento è del 05/06/2019);
  • Emulatore POPS (leggi i dettagli al punto 3);
  • Network Modules, necessari per eseguire i giochi PS1 attraverso Samba;
  • CUE2POPS v2.3, POPS non supporta videogiochi aventi un formato diverso dal .VCD, perciò è necessario questo software per la conversione.

Troverai tutto l’occorrente nel link al mio Github.

1. Configurazione dei moduli di rete

Iniziamo con la modifica dei file aventi estensione .DAT relativi ai moduli di rete:

  • SMBCONFIG.DAT
    • Impostazioni di default:
192.168.0.1:139 My Shared Folder
MyName
MyPassword
    • Sintassi:
[SMB IP ADDRESS]:[PORT] space [SHARED FOLDER NAME]
[SMB USERNAME]
[SMB PASSWORD]
    • Esempio:
192.168.1.21:445 PS2SMB
Playstation2
Ps2
    • Attenzione:
      • La porta di default è 445, se non l’hai modificata non inserirla nel file;
      • Per l’accesso tramite utente “guest”, non è necessario specificare username e password.
192.168.1.21 PS2SMB
  • IPCONFIG.DAT
    • Impostazioni di default:
192.168.0.1 255.255.255.0 192.168.0.10
    • Sintassi:
[PS2 IP ADDRESS] space [NETMASK ADDRESS] space [GATEWAY IP ADDRESS]
    • Esempio:
192.168.1.14 255.255.255.0 192.168.1.1

Effettuate le opportune modifiche in base alla tua configurazione, è necessario copiare l’intera cartella POPSTARTER sulla memory card contenente FMCB. All’interno di essa dovranno essere presenti i seguenti file, compresi i file .DAT opportunatamente modificati:

POPSTARTER/
├── icon.sys
├── IPCONFIG.DAT
├── popstarter.icn
├── poweroff.irx
├── ps2dev9.irx
├── ps2ip.irx
├── ps2swap.irx
├── SMBCONFIG.DAT
├── smbman.irx
└── smsutils.irx

2. Installazione del launcher POPStarter

Per poter caricare la cartella POPSTARTER nella console, attieniti alla seguente procedura:

  • Prendi una chiavetta USB differente da quella utilizzata per Samba;
  • Verifica che sia formattata nel formato FAT32, così può essere letta dalla PS2;
  • Copia la cartella POPSTARTER scaricata da Github nella root della chiavetta;
  • Collega la chiavetta USB alla console;
  • Apri uLaunchELF e premi O per accedere al FileBrowser;
  • Scorri alla voce mass:/ ed accedi al suo interno;
  • Trova la cartella POPSTARTER, premi R1 e copiala;
  • Torna indietro e seleziona MC0:/ oppure MC1:/ in base allo slot in cui è inserita la memory card con installato FMCB;
  • Nella root della memory card, premi R1 ed incolla la cartella precedentemente copiata;
  • Controlla che tutti i file sopra menzionati siamo presenti;
  • Ora puoi rimuovere la chiavetta USB dalla console.

3. Installazione dell’emulatore POPS

Poiché POPS è protetto dal copyright di $ony, non può essere redistribuito con POPStarter. Devi trovarlo da solo cercando su Google. L’unico file richiesto per il metodo SMB è il seguente file:

POPS_IOX.PAK - MD5 : A625D0B3036823CDBF04A3C0E1648901

Una volta recuperato il file richiesto, dovrai eseguire la seguente procedura:

  • Inserisci nel computer la chiavetta utilizzata per caricare i giochi tramite SMB;
  • Crea una cartella denominata POPS all’interno della cartella PS2SMB;
    • Di seguito è riportato il percorso della nuova cartella:
PS2SMB/  <- This is the main shared folder
├── APPS
├── ART
├── CD
├── CFG
├── CHT
├── DVD
├── LNG
├── POPS  <- This is the new folder
├── THM
└── VMC
  • In POPS inserisci il file POPSTARTER.ELF situato nella cartella PopStarter Revision 13 Beta;
  • In POPS inserisci il file POPS_IOX.PAK trovato su Google.

4. Conversione dei giochi PS1

Come precedentemente accennato, POPStarter supporta solamente giochi in formato .VCD, quindi nel caso tu abbia un formato differente, dovrai utilizzare il tool CUE2POPS v2.3 per eseguire la conversione. La procedura è la seguente:

  • Crea o scarica l’immagine del gioco PS1 in formato .bin/.cue;
  • Trascina e rilascia il file .cue sopra al file CUE2POPS v2.3 per convertire l’immagine del gioco in formato .VCD;
  • È anche possibile convertire molteplici file in una sola volta:
    • Inserisci tutte le immagini dei giochi in una cartella;
    • Trascina e rilascia la cartella sopra il file BULK_CUE2POPS.BAT;
    • Quando il processo di conversione è terminato, troverai i file convertiti nella cartella.
  • Inserisci i file .VCD nella cartella POPS precedentemente creata.
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